Il registro italiano
Rilevati, iscritti al registro e stampati dall'Ufficio. Seconda serie. 8 destinazioni in questa serie. Ogni distintivo è disegnato a tinte piatte, al massimo quattro inchiostri, e porta il sigillo dell'Ufficio.
Agrigento
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Una peristasi di sei colonne per tredici, eretta verso il 440 a.C. L'Ufficio lo registra come il meglio conservato del suo genere e lo attribuisce all'assenza di migliorie successive. Il tempio posa su un crepidoma di quattro gradini; i fusti misurano sei metri, tagliati con venti scanalature e dotati del lieve rigonfiamento con cui i Greci correggevano l'occhio. L'Ufficio annota che la correzione fu applicata a un edificio che i più vedono dal basso, dove serve meno, e ne ammira il rigore.
Florence
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Iniziata nel 1296; la cupola fu chiusa nel 1436 e resta la più grande cupola in muratura mai eretta. L'Ufficio non tiene nulla di comparabile a registro e ha smesso di cercare. Il progetto è di Arnolfo di Cambio, la cupola di Brunelleschi, e centoquarant'anni separano i due. Il complesso cattedrale fa parte di un sito del patrimonio mondiale dal 1982. L'Ufficio annota che l'edificio fu finito assai prima di essere iscritto, e trova l'ordine soddisfacente.
Milan
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Iniziata nel 1386 e dichiarata finita nel 1965. L'Ufficio ha esaminato il fascicolo e ritiene cinquecentosettantanove anni un termine ragionevole per una cattedrale. La copertura porta 135 guglie, cifra che il registro stampa come contata e non come stimata. I fondi mancarono abbastanza spesso perché a un certo punto le guglie fossero offerte in adozione. L'Ufficio ritiene che un edificio pagato a rate lungo sei secoli non sia incompiuto, ma soltanto paziente.
Naples
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Tracciata nel 1816 e compiuta nel 1846, sotto una cupola di cinquantatré metri. L'Ufficio non trova notevole che una piazza pubblica richieda trent'anni. La chiesa fu iniziata da un sovrano e finita da un altro, che tenne il colonnato e ne mutò lo scopo. La cupola passa per rispondere al Pantheon di Roma, a circa diciassette secoli di distanza. L'Ufficio ha confrontato le due voci del proprio registro e si rifiuta di ordinarle, notando che la seconda almeno aveva la prima da consultare.
Palermo
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Eretta nel 1185 sul sito di una basilica bizantina. L'Ufficio archivia l'edificio sotto occupazione continua e si rifiuta di datare le fondamenta. La chiesa fu costruita da un arcivescovo normanno per un re normanno, in una città che era stata araba a memoria d'uomo, e mostra tutte e tre le cose nel medesimo prospetto. I secoli seguenti aggiunsero quel che avevano. L'Ufficio ha rinunciato a separare gli strati e registra ormai l'edificio in una sola voce, che è come lo si vede.
Pisa
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I lavori di stabilizzazione fra il 1993 e il 2001 hanno riportato la pendenza a 3,97 gradi, da cinque e mezzo. L'Ufficio classifica la torre come a piombo, con riserva. Le fondamenta furono poste il 9 agosto 1173, su un terreno che cominciò a cedere prima del terzo piano. La torre misura 55,86 metri dal lato basso e 56,67 dall'alto, ottanta centimetri di scarto fra due misure dello stesso edificio. L'Ufficio registra entrambe e non ha preso posizione.
Pompeii
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Sepolta sotto quattro a sei metri di cenere nel 79, e da essa conservata in gran parte. L'Ufficio archivia l'eruzione fra le misure di conservazione, involontarie. La città contava allora dieci-ventimila abitanti. Gli scavi cominciano nel 1748 sotto Roque Joaquin de Alcubierre, che dapprima non stabilì quale città avesse trovato. L'Ufficio annota che il luogo fu più noto prima della sepoltura che nel millennio e mezzo seguente.
Rome
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Aperto nell'80 e previsto per cinquantamila posti. L'Ufficio porta l'anfiteatro come in piedi, in parte, e archivia le riparazioni pendenti sotto manutenzione di lunga durata. Il cantiere comincia nel 72 sotto un imperatore e finisce nell'80 sotto suo figlio. Le stime di capienza vanno da cinquanta a ottantamila secondo i secoli; il registro stampa la cifra bassa, per il principio che una pianta di sala non deve essere ottimista. L'Ufficio non ha trovato opera comparabile ancora in servizio per assemblee pubbliche.
Ciò che l'Ufficio ha verificato
Ogni cifra stampata su questi distintivi è documentata, e la fonte è conservata.